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D. 27/05/2005 n. 68• Si ritiene inoltre indicare che, poichè l'attraversamento ricade in area classificata a rischio idraulico R4 dal Piano Straordinario Aree a Rischio Idrogeologico Molto Elevato (approvato dal Comitato istituzionale dell'Autorità di Bacino del Fiume Tevere con delibera n. 85 del 29 ottobre 1999), ai sensi dell'art. 2 comma 2d Norme di Attuazione del Piano Straordinario stesso, il progetto dell'opera in argomento, a partire dalla fase definitiva, debba essere esaminato in sede di Conferenza di Servizi con la necessaria partecipazione sia dell'Autorità di Bacino del Fiume Tevere sia dell'Autorità Idraulica competente che nella fattispecie è il Servizio Difesa del Suolo Cave Miniere Acque Minerali della Regione Umbria. • Fosso Cinquaglia: la luce del ponte dovrà essere debitamente incrementata per consentire di disporre le pile a distanza minima di 2,0 m dai punti più vicini del piede dell'argine (attraversamento in obliquo di un tratto di corso d'acqua in curva), oppure si valuti l'ipotesi di deviare il corso d'acqua per migliorare la geometria dell'attraversamento. In considerazione della presenza di un restringimento d'alveo in corrispondenza del ponticello dell'attuale linea ferroviaria, dovrà essere effettuata una verifica idraulica in moto stazionario del tratto di fosso comprendente l'attraversamento in argomento a partire da circa 30 m a valle del ponticello sulla strada Spoleto-Acquasparta fino a circa 50 m a monte del ponte in progetto con una portata di picco avente tempo di ritorno di duecento anni o superiore, calcolabile anche con metodi semplici come le formule razionali. • Torrente Serra: l'occupazione della valle del torrente Serra in destra idraulica con il cantiere della galleria ferroviaria dovrà avvenire all'esterno della fascia inondabile per inondazione diretta con tempo di ritorno cinquantennale mentre tutte le attrezzature di cantiere nonchè il materiale di scavo della galleria dovranno essere protetti a mezzo argini provvisori dalle inondazioni, anche indirette, conseguenti a portate idriche duecentennali o superiori. • Di ciò dovrà essere data esaustiva dimostrazione in un'apposita relazione idraulica nella quale i calcoli idrologici e le verifiche idrauliche siano condotti con la medesima impostazione ed i medesimi criteri richiesti nel caso del torrente Tessino. Il ponte sul torrente Serra per l'accesso al cantiere della galleria dovrà essere idraulicamente verificato per una portata al picco avente tempo di ritorno di duecento anni o superiore. I relativi calcoli idrologici ed idraulici dovranno essere effettuati secondo i criteri già indicati per il torrente Tessino. Se invece già ufficialmente disponibili, si dovranno utilizzare le portate di riferimento in funzione dei tempi di ritorno le fasce fluviali del Piano d'Assetto Idrogeologico (P.A.I.) dell'Autorità di Bacino per il Fiume Tevere, esposti nel caso del torrente Tessino. Qualora al momento della progettazione definitiva il Piano di Assetto Idrogeologico fosse già approvato, per quanto riguarda il cantiere della galleria, si dovrà fare riferimento alla disciplina del Piano stesso. • Fosso Toano: dovranno essere verificati in moto stazionario per una portata di piena duecentennale o superiore sia l'attraversamento della linea ferroviaria attuale il quale appare in prima analisi insufficiente, sia l'attraversamento della linea ferroviaria in progetto il quale, in considerazione dello sfalsamento altimetrico di circa 14 m tra i due «piani del ferro» dovrà presumibilmente essere progettato come «ponte canale». La verifica idraulica dovrà essere condotta per l'intero tratto di corso d'acqua esteso dalla confluenza con il torrente Serra fino a circa 70 m a monte dell'attraversamento di via Monte Vettore, la corretta funzionalità idraulica del quale è di fondamentale importanza al fine di evitare inondazioni del sottopasso di via Monti Martani e della sottostante linea ferroviaria in progetto, prevista in questo punto in galleria artificiale. La verifica idraulica, che dovrà dimostrare ii transito della portata di progetto con franchi di almeno 1,0 m dovrà inoltre tenere conto del possibile fenomeno di rigurgito alla confluenza con il torrente Serra, conseguente ad un livello idrico di quest'ultimo indotto da una portata pari ad almeno `/4 della portata di picco duecentennale. Il calcolo idrologico può essere effettuato anche con metodi razionali. • Canale Sersimone: l'attraversamento ferroviario mediante sifone dovrà essere attentamente calcolato e progettato seguendo il criterio di contenere al massimo le perdite di carico idraulico dovute all'imbocco, allo sbocco ed alle deviazioni della condotta stessa. Dovranno inoltre essere verificati anche i tratti di canale a cielo aperto estesi per circa 100 m a monte ed a valle dell'attraversamento poichè il loro funzionamento è influenzato dalle predette perdite di carico. Le verifiche idrauliche in moto stazionario da effettuare per le portate più gravose di funzionamento, anche eccezionali, dovranno garantire il contenimento dell'acqua all'interno dell'alveo con adeguato franco. Data inoltre la vulnerabilità dell'attraversamento agli intasamenti è bene prevederne la realizzazione mediante due o più tubazioni. • In generale: qualunque altro attraversamento di corsi d'acqua minore non evidente nella presente fase progettuale dovrà essere oggetto di verifiche idrauliche nella successiva fase di progettazione definitiva. Le indicazioni rappresentate in relazione agli aspetti idraulici non possono essere intese come esaustive nè tassative. Potranno pertanto essere integrate e/o parzialmente modificate a seguito delle risultanze degli approfondimenti progettuali in materia idraulica richiesti per la successiva fase progettuale definitiva con il presente rapporto. • In fase di progettazione definitiva ed esecutiva dovranno essere approfonditi gli aspetti legati agli attingimenti idrici complessivi previsti durante le attività di cantiere, con indicazione di massima delle fonti di approvvigionamento individuate e dei relativi quantitativi emunti; • tale informazione dovrà essere utilizzata anche al fine di una ottimale predisposizione del programma di monitoraggio in corso d'opera previsto; la gestione di tutte le acque di cantiere dovrà in ogni caso essere effettuata nel rispetto della normativa vigente. • Per i tratti in galleria dovrà essere valutata la necessità di predisporre sistemi di captazione e di contenimento di eventuali sversamenti accidentali che si possono originare dai convogli merci, nonchè sistemi di collettamento, trattamento e scarico delle acque di dilavamento della sede ferroviaria e delle acque intercettate dai drenaggi della galleria stessa. • Risultati del monitoraggio ante-operam, da realizzarsi insieme alle indagini idrogeologiche previste per la fase di progettazione definitiva (con particolare riferimento a quelle sui tratti interessati dallo scavo delle gallerie), dovranno essere raccolti in una relazione di sintesi che permetta di definire con chiarezza la «situazione zero» per l'ambiente idrico; tale relazione, che potrà ricomprendere anche i dati ambientali già disponibili presso ARPA Umbria, dovrà essere utilizzata come base per la predisposizione di un programma di monitoraggio in corso d'opera da sviluppare con l'ARPA Umbria. • Si raccomanda, una volta precisati i percorsi di cantiere e stimato il traffico giornaliero di mezzi pesanti previsto su ciascuno di essi, la predisposizione di un programma di monitoraggio in corso d'opera del livello delle polveri aerodisperse, da sviluppare in collaborazione con l'ARPA Umbria; Un censimento delle situazioni di criticità geomorfologica, in cui riportare non solo gli imbocchi gallerie e le frane attive e quiescenti, ma anche le DGPV, le conoidi alluvionali attive/inattive in relazione anche a tutte le altre situazioni di rischio potenziale (scavi, trincee, sottopassi, ecc.); per ogni situazione dovranno essere previste nel progetto definitivo adeguate misure di mitigazione del rischio idrogeologico ed effettuate verifiche di stabilità, almeno una per ciascun sito in dissesto, considerando l'eventuale presenza di falde acquifere e azione sismica, avendo cura di introdurre nei calcoli i parametri sismici propri dell'area considerata. • Un programma di indagini geognostiche e delle prove di laboratorio; i parametri geotecnici da utilizzare nei calcoli da allegare al progetto definitivo dovranno essere sperimentati e ricavati puntualmente per ciascun sito. • Dovrà essere approfondita in maniera affidabile la quantità di materiale di scavo che verrà prodotta nonchè le modalità della sua movimentazione con i relativi flussi veicolari; dovranno essere progettati nel dettaglio gli eventuali interventi di riambientamento dei siti di cava che saranno effettivamente realizzati in corso d'opera con il materiale proveniente dallo scavo delle gallerie. • Alla luce della possibilità che gli scavi per la costruzione delle gallerie interferiscano con il processo di infiltrazione delle acque verso la falda con conseguenze che vanno dall'inquinamento delle acque al prosciugamento di pozzi e/o sorgenti, è necessario predisporre un approfondito piano di monitoraggio delle acque profonde che dovrà essere attivato un anno prima dell'inizio dei lavori. La scelta dei punti di campionamento e/o controllo delle frequenze e dei parametri da monitorare andranno concordati con l'ARPA e, per quanto di competenza, con la ASL n. 3 e la ASL n. 4. Si ritiene tuttavia di suggerire che, almeno per tutta la fase dei lavori, i controlli analitici abbiano cadenza mensile per il parametro «Ossidabilita» o «TOC» cioè per il parametro che meglio di altri è in grado di evidenziare un'eventuale contaminazione di tipo organico nelle acque di falda. • Andranno adottati opportuni accorgimenti costruttivi di tipo idraulico tali da assicurare il costante svuotamento delle vasche di raccolta almeno dopo ogni evento piovoso significativo assicurando comunque il tempo necessario alla sedimentazione del materiale indisciolto. Si raccomanda di adottare, nei piani di sicurezza previsti dalla vigente normativa in materia di sicurezza e igiene sui luoghi del lavoro, una sezione specificamente rivolta alla prevenzione e alla gestione di potenziali incidenti che possano coinvolgere sia i mezzi e le attrezzature di cantiere sia gli automezzi e i veicoli esterni, con conseguente sversamento accidentale di liquidi pericolosi; quali ad esempio segnaletica di sicurezza, procedure operative di stoccaggio e movimentazione delle sostanze pericolose, procedure operative di conduzione automezzi, piano di emergenza per la gestione di episodi di inquinamento delle matrici ambientali con relativa previsione di risorse e dotazioni allocate allo scopo; si raccomanda che tale sezione dei piani di sicurezza sia sviluppata con il coinvolgimento della ARPA Umbria. • Sono da evitare nei Campi Industriali depositi di carburanti, lubrificanti sia nuovi che usati o altre sostanze potenzialmente inquinanti che non vengano stoccati in luoghi appositamente predisposti e attrezzati con platee impermeabilizzate, sistemi di contenimento, pozzetti di raccolta, tettoie, ecc. • Sono da evitare nei Campi Industriali le operazioni di manutenzione e lavaggio delle attrezzature e macchinari, salvo che tali operazioni vengano svolte in apposite platee impermeabilizzate attrezzate come al punto precedente. • Sono da individuare, per il Campo Industriale posto in prossimità del Torrente Serra nonchè per le attività di costruzione del viadotto sul Torrente Tessino, opportuni accorgimenti volti ad evitare significativi rilasci in alveo di solidi sedimentabili e materiali grossolani o fuoriuscite di acqua mista a cemento durante le fasi di getto in alveo; la costruzione del viadotto dovrà in particolare essere gestita attraverso la predisposizione di uno specifico piano di cantierizzazione, volto a minimizzare l'impatto sull'ecosistema fluviale. • Le numerose aree di cantiere (campi industriali) costituiranno sicuramente fonti di inquinamento soprattutto per quanto riguarda polveri e rumore. Particolarmente critici risultano essere i cantieri C1S3 (area di Spoleto) e CITI, CI T2, CI T4 (area di Terni) in quanto ubicati in prossimità di edifici e/o quartieri residenziali. Per queste aree pertanto sarà opportuno predisporre un piano di monitoraggio della qualità dell'aria e del rumore da concordare con ARPA e, nel caso di superamento dei limiti previsti dalla normativa vigente, dovranno essere messi in atto efficaci interventi atti a riportare entro i limiti i valori degli inquinanti ed a mitigare l'impatto degli stessi sulla popolazione. Il controllo dovrà iniziare prima dell'inizio dell'attività di cantiere e proseguire sino a quando i cantieri citati saranno stati smantellati e riambientati. Per tali aree dovranno essere adottate idonee misure atte ad evitare l'esposizione della popolazione a polveri e rumore. |
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